Infatti, a dispetto di qualsivoglia pretesa di vacuità collegata all'umorismo, sono affiorati nodi sostanziali: come si reagisce alla totale spoliazione dei beni materiali di cui ci rivestiamo così volentieri?... Occasione di rinascita per un animo (quasi stereotipo) femminile, che riesce ad aprirsi al nuovo e occasione di implosione definitiva per un animo (molto stereotipo) maschile a cui vengono a mancare maschere e appigli?... E ancora: nella nudità costretta, chi pareva libero e dominatore precipita schiavo di ciò che più non ha, mentre chi, al contrario, pareva succube e dominata si scopre libera perchè "è"?...
Ma accanto ai grandi interrogativi (su cui abbiamo sorriso), abbiamo anche riconosciuto i piccoli, rassicuranti, divertenti e sorridenti paradossi che condiscono, talvolta con una punta d'amaro, le nostre modeste quotidianità: una zia "rinata" con la vedovanza ("Proprio come Mrs. Ransome, vi assicuro.. ahahahaha"), un dialogo coniugale con improbabili spiragli di ripresa, una proliferazione di consulenze psico-socio-tele-specialistiche, che sembrano voler curare banalizzando, ed anche inattesi, insospettati frammenti di poesia molto ben mimetizzata nell'ordinario...
Insomma, poteva essere una lettura "di poco conto", ma forse.....
Dello stesso autore, Alan Bennet, consigliamo anche La sovrana lettriceA Voi la parola.



